Alberi, alberi, alberi: se guardate il Cavallino dal mare vedrete una striscia di sabbia, alte dune romantiche e alle loro spalle una grande prospettiva di pini marittimi e pioppi e ontani tra i quali, qua e la, spunta una casa, un tetto, un terrazzo, un campanile.
Quegli alberi sono una scelta precisa e coerente: la scelta di puntare su un turismo compatibile. Tenendo insieme l'offerta di tutte le strutture necessarie ad offrire il massimo del comfort e il massimo del rispetto per la natura. Un turismo di qualità, all'altezza degli ospiti che tornano puntuali da sempre e di quelli che ogni ano scoprono per la prima volta le nostre spiagge.
Per questo il Cavallino ha scartato i progetti degli enormi "vacanzifici" anonimi puntando tutto sugli alberghi a misura d'uomo, su un'edilizia residenziale sobria e sopratutto sui campeggi. E per questo è diventata la località turistica "open air" più importante d'Europa. In grado di accogliere ogni estate mezzo milione di ospiti e di vantare 5 milioni di presenze conservando nello stesso tempo un rapporto privilegiato con l'ambiente.
Lo testimoniano l'integrità naturalistica della laguna alle spalle della nostra penisola, la distribuzione del verde anche dentro le aree più popolate, la fortuna delle nostre aziende impegnate nell'agricoltura biologica, la scelta di lasciare la spiaggia così com'è, pulita e vergine.
Una scelta in linea con i desideri di chi ci ama e cerca insieme la natura, il sole, la cultura e la buona tavola. Quella dei nostri antichi borghi di contadini e pescatori dei quali restano struggenti testimonianze in certi casono, certe corti padronali, certe cascine sparse nella laguna. Quella di Venezia, così meravigliosa e così vicina insieme alla sua corona di isole famose: Murano, San Francesco del Deserto, Burano e Torcello.
